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La Confederazione Cispadana è uno Stato federale della Pianura Padana.

Storia

I Ducati di Parma e Piacenza e di Modena e Reggio passarono in modo quasi indenne i moti del 1848 e negli anni 1870, grazie ad un'unione dinastica, andarono a costituire il Ducato Cispadano sotto gli Asburgo-Borbone-Este. Al sovrano cispadano restò come feudo anche il Ducato di Massa col Principato di Carrara.

La Monarchia scelse di scendere in campo con l'Austria nella prima guerra mondiale portando ad una contrazione dell'economia e a decine di migliaia di morti. Il Duca viene costretto ad abdicare e si formò una Repubblica effimera guidata dai socialisti che si rivelò non in grado di mantenere l'ordine, anche grazie al fatto che i militari erano fortemente diffidenti del nuovo governo.

Tale Repubblica promulgò comunque l'Atto Fondamentale delle Provincie Unite nella Confederazione Cispadana, atto che ancora oggi regola il funzionamento della Confederazione in generale, lasciando alle future Costituzioni i particolari. Una breve, effimera costituzione venne promulgata del 1921, istituendo uno Stato forte e sociale.

Nel 1922 vi fu una dura crisi economica e sociale che portò a gennaio 1923 degli economisti laureati nella sede di Lodi dell'Università di Pavia insieme al neonominato leader romagnolo Benito Mussolini - i cosiddetti “Fioeui de Lod” - e alcune famiglie nobili a marciare su Reggio ottenendo dall'allora presidente della Repubblica Giuseppe Menada l'incarico di formare un nuovo governo che viene dato a Marcello Visconti di Modrone, nobile milanese del ramo Modrone-Milano e all'epoca con grandi interessi in Cispadania grazie ai legami coi cugini Visconti di Modrone-Grazzano.

Il nuovo governo, grazie al ministro manchesterista dell'economia Alberto De Stefani e alla collaborazione di imprenditori e altri personaggi della società civile, riesce a risistemare la crisi economica e a sanare l'economia e decise di definirsi fascista, dal nome della lista “Fasci Cispadani” che rappresentò le idee dei fioeui de Lod alle elezioni del 1921. Nel 1925 viene approvata la nuova legge elettorale che dava un grande premio di maggioranza e favoriva anche i collegi territoriali, dove il fascismo era forte giungendo infine alle elezioni a ottobre 1925 dove il fascismo ottenne 127 dei 200 seggi al Parlamento popolare.

Così fu possibile emettere la seconda costituzione, scegliendo come nome del governo confederale “Repubblica dell'Emilia Cispadana”, formalmente uno Stato confederale tra le Province di Piacenza, Parma, Modena e Reggio, mentre l'area massese restò non incorporata, e sostituendo al Parlamento bicamerale solo il Senato, adottando un sistema ispirato a quello milanese, a cui la nuova Cispadania decise di legarsi fortemente. Il giorno del Natale di Roma 1926 divenne effettiva la nuova Costituzione e a maggio venne eletto Presidente della Confederazione Marcello Visconti di Modrone, mentre il ruolo di Primo ministro va ad Arnaldo Mussolini, fratello di Benito e giornalista a Reggio.

Tale periodo vide una forte distensione dei rapporti tra Romagna ed Emilia, tanto che si potenziarono i collegamenti ferroviari e vennero poste le basi per l'Accordo Emiliano-Romagnolo, tuttavia le cose cambiarono all'improvvisa morte di Arnaldo nel 1931 quando il primo ministro divenne il nobile Carlo Visconti di Parma: i rapporti deteriorarono e la Cispadania iniziò a reclamare Bologna e Ferrara mentre la Romagna tutta l'Emilia tranne Piacenza.

Nel 1933 finì il mandato di Marcello VdM e venne decisa l'abolizione del Presidente della Repubblica per l'unificazione del titolo a Duce insieme al capo del Governo, grazie alla terza costituzione che modificò il funzionamento dell'esecutivo: il primo Duce venne nominato nel 1934 e fu Celio Rabotti, agli esteri restò Carlo VdP, che mantenne la sua posizione fermamente anti romagnolista. Venne anche riformato il Senato, che venne reso ad elezione indiretta in cambio di un forte aumento dei poteri provinciali.

I rapporti si distesero dopo la seconda guerra mondiale dato che dopo la morte di Carlo VdP nel 1942 la Cispadania collaborò molto con la Romagna fornendo assistenza e finanziando le truppe partigiane: nel 1947 tutte le rivendicazioni cadono ufficialmente.

Nel 1948 Rabotti si dimette e viene sostituito da Galeazzo Visconti di Modrone, che sponsorizza riforme liberalizzatrici: nel 1951 viene aperta la democrazia locale e provinciale, nel 1953 viene incorporata la Provincia di Toscana, nel 1954 viene attuata una politica di liberalizzazione, aprendo agli indipendenti nei collegi locali per l'elezione al Senato e viene reintrodotta la divisione tra Duce Presidente e Primo Ministro Duce, ruoli che vengono dati al Galeazzo VdM medesimo e a Vito Mussolini, figlio di Arnaldo, grazie alla quarta costituzione, che diede ancora più potere alle province, però con l'introduzione di un governatore nominato dal Duce Presidente.

Nel 1961 Mussolini muore e viene sostituito da Giorgio Almirante, all'epoca ministro degli esteri, che attuò una politica conservatrice sul piano morale ma molto aperta sul piano economico. Nel 1968 viene eletto Duce Presidente Giorgio VdM, figlio di Galeazzo, che decide finalmente di aprire definitivamente alla democrazia, ottenendo nel 1972 la nuova legge elettorale democratica che con le elezioni del 1973 mise nettamente in minoranza la Destra Nazionale di Almirante facendo vincere la neonata Unione Patriottica dei Visconti di Modrone e della nobiltà moderata.

Nel 1975 viene sottoposta a referendum la quinta Costituzione che fa tornare il Paese “Confederazione Cispadana”, istituisce una Camera dei Deputati eletta a suffragio universale oltre al Senato, reso parzialmente eletto direttamente, aderisce alla CEE e rafforza la diplomazia internazionale, slegandosi parzialmente da quella milanese.

Negli anni '80 l'economia cispadana inizia a crescere vertiginosamente, facendo uscire il Paese dalla povertà delle zone rurali. Nel medesimo periodo viene completata una linea ad alta velocità che collega i principali capoluoghi sulla Via Emilia, grazie al consorzio Trenitalica e ai finanziamenti lombardi. Nel 1983 viene approvata la sesta Costituzione, ossia una grande riforma dei titoli III e IV della quinta costituzione, che riguardano il potere giudiziario e locale, vengono quindi aboliti i governatori centrali ma viene aumentato il potere giudiziario confederale.

Nel 1990 il Paese aderisce alla NATO e all'EFTA, aderendo allo SEE nel 1993 con un referendum. Nel 2005 un referendum sull'adesione all'UE fallisce.

Composizione

Le Province sono:

  • Provincia di Reggio di Lombardia (Capitale)
  • Provincia di Piacenza
  • Provincia di Parma
  • Provincia di Modena
  • Provincia di Toscana

Sistema politico

Il Capo dello Stato viene eletto ogni cinque anni dal Parlamento in sessione comune integrato dai presidenti provinciali e da due delegati per provincia. Può essere rinnovato indefinitamente e ad oggi è sempre stato esponente delle nobiltà. Vige infatti un “patto tra gentiluomini” che dà ai nobili il ruolo di salvaguardare lo Stato in cambio di alcune prerogative. La nobiltà viene ufficialmente riconosciuta, è rappresentata nella Consulta Nobile che elegge un Consiglio Nobile.

Egli nomina il Cancelliere, che deve avere la fiducia della Camera dei Deputati, che gestisce gli affari di governo.

Il Senato ha 3 membri nominati e 2 eletti per Provincia ed interviene nelle riforme costituzionali, nelle leggi di bilancio e nelle leggi riguardanti la nobiltà, il federalismo, la difesa, la giustizia e le autonomie locali. La Camera, composta da 150 membri eletti su base nazionale e 50 nominati su collegi uninominali, viene rinnovata ogni 4 anni.

Il Paese ha sempre avuto un governo di centrodestra. I partiti, derivati dal sistema politico milanese, sono:

  • Unione Patriottica (centrodestra liberalconservatore, vicino ai Visconti di Modrone)
  • Partito Popolare Indipendente (centrodestra democristiano, vicino agli Asburgo-Este e ai Visconti di Parma)
  • Alleanza Popolare Lombarda (centrodestra liberale di Piacenza, vicino ai Visconti di Modrone e alleato con l'UP a livello nazionale)
  • Destra Nazionale (destra sociale)
  • Partito Democratico (centro democristiano)
  • Centro Sociale Unito (centro federalista di Modena e Reggio)
  • Partito Socialdemocratico (centrosinistra socialdemocratico)
  • Partito Sociale Toscano (autonomisti della Provincia di Toscana)
  • Partito Comunista Emiliano Romagnolo (comunisti per l'unità con la Romagna)

Esistono alcuni partiti locali affiliati ai partiti di cui sopra.

Cultura

Rapporti con Milano

Ironicamente il rapporto tra Milano e Cispadania viene paragonato a quello tra USA e Canada: Pur avendo molte leggi e cultura in comune la Cispadania ha leggi più restrittive sulle armi e non ha libertà quasi illimitate in vari campi come quelle milanesi.

Bandiera

La Bandiera Nazionale è una Croce di San Giorgio rossa su sfondo giallo, che evoca la bandiera lombarda con i colori cispadani, mentre quella di Stato - usata nelle occasioni ufficiali - affianca la Croce di San Giorgio classica alla Croce di Piacenza e Modena.

Inno

L'inno non ufficiale, derivato direttamente da quello del Ducato di Parma, ha la medesima melodia della Marcia Reale Spagnola ed è denominato Grande Marcia. Il testo è:
Gloria, gloria
Alla sovrana Patria
Alle sue beltà
Gloriose libertà
Gloria, gloria
All'amata Patria
Cuor di Lombardia
Nazione dell'amor
Noi tutti insieme
Con armi e col cor
La difendiamo finché vivrem

Lingue

Le lingue ufficiali sono l'italiano e il lombardo emiliano.

L'elite vicina a Milano parla comunemente milanese, che ha goduto a lungo di piena ufficialità e pone, nei fatti, l'emiliano in condizioni dialettali.

Difesa e sicurezza

confederazione_cispadana.txt · Ultima modifica: 2020/12/13 19:20 da sciking