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Il Ducato di Milano è uno Stato della Pianura Padana, con capitale Milano e organizzato in forma monarchica costituzionale e federale.

Storia

Autonomia

Il Ducato di Milano venne storicamente assorbito prima dagli Asburgo di Spagna e poi da quelli d'Austria. Nel 1815 i territori lombardi, conquistati dall'Austria, danno luogo al Regno Lombardo, costituito dal Ducato di Milano e dal Ducato di Bergamo, mentre la Venezia, senza Cremona e Bergamo, torna autonoma.

Nel 1848 delle rivolte federaliste guidate da Carlo Cattaneo hanno successo e il governatore del Regno Lombardo Radetzky accoglie le istanze federaliste: Viene dunque rifondata la Credenza di Sant'Ambrogio, eletta dai rappresentanti dei comuni, e Cattaneo giura nelle mani di Francesco Giuseppe come primo Presidente eletto della Credenza. In segno di gratitudine la Credenza concede ai Radetzky, italianizzati in Radeschi, il titolo comitale di Cremona. Tuttavia il feldmaresciallo austriaco muore poco prima della concessione, non potendo vedere il suo titolo realizzarsi.

Tale governo autonomista va avanti fino al 1866 quando, con la presa di coscienza dell'Impero sulle questioni nazionali sorgono gli Stati Uniti d'Austria divisi in quattro poli: slavo, magiaro, tedesco e italiano. Il polo italiano venne dato a un ramo cadetto dei Visconti.

Nel 1888 Francesco Giuseppe d'Austria autorizza la nascita, a spese milanesi, dell'Impero Coloniale Austro-Meneghino e nel 1901 un accordo tra Malta, Sardegna e Milano permette una spedizione congiunta per la conquista del Corno d'Africa. Il Gibuti viene dato a Malta, la Somalia settentrionale e l'Eritrea a Milano mentre la Sardegna ottenne la Somalia meridionale e come protettorato l'Etiopia, che si ribellò negli anni '30 e venne assoggettata al Regno Sardo sino agli anni '60.

Sempre nel medesimo anno l'intervento milanese, congiunto a quello austriaco, permette a Milano di ottenere concessioni in Cina, che viene strategicamente posta a Kinmen, cosa che permette, in fine, al Ducato di mantenere la concessione come territorio sovrano dopo la sconfitta giapponese nella seconda guerra mondiale

Indipendenza

Il Ducato non partecipò agli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale se non con truppe volontarie in supporto all'Austria. Con il crollo dell'Impero il Ducato tornò ufficialmente uno Stato sovrano, con forti rapporti con gli Stati vicini e gli ex Stati dell'Impero. Tuttavia le trattative di Versailles scelsero di cedere la Val Venosta a Milano, per avere un cuscinetto in caso di Anschluss tra la Svizzera e il Tirolo.

Nel 1919, inoltre, si svolse un referendum indipendentista nella provincia di Mantova, annessa a Milano dall'Austria, che vide una prevalenza del Sì. Il neonato Stato di Mantova mantenne stretti rapporti di amicizia con Milano. Nello stesso anno la ricca famiglia ducale concede alla Francia un prestito di ricostruzione a fondo perduto, in cambio la Francia concede i territori d'oltremare di Saint-Martin, Saint Pierre e Miquelon e la Martinica in garanzia, all'epoca un'inezia per l'impero francese molto vasto. Il motivo della cessione fu anche quello di risarcire Milano per la perdita di Mantova, poiché lo Stato francese era uno sponsor dell'indipendenza mantovana.

Nel 1922 il latino viene rimosso dalla lista delle lingue ufficiali e sostituito da uno standard lombardo basato sul milanese settecentesco, affiancato all'italiano.

Nella guerra civile spagnola il Ducato, adducendo come scusa il mancato pagamento dei debiti di guerra da parte della Spagna - il Ducato intervenne accanto agli Stati Uniti nel 1898 col tentativo di ottenere le Canarie - invade le Baleari con la collaborazione genovese. L'invasione venne tollerata dal governo popolare dato che il Ducato, neutrale, permetteva il transito di persone e beni destinati alla fazione popolare e il governo di Francisco Franco accettò ufficialmente l'annessione in cambio di una politica di “spagnolità” nelle isole, della possibilità per la Spagna di amministrarne le dogane e di un piano di investimenti, necessari per ricostruire una Spagna distrutta. Sempre nel medesimo periodo della guerra ispano-americana viene assegnato al comando milanese in gestione permanente l'Isola della Gioventù a Cuba.

Il Ducato resta ufficialmente neutrale durante la seconda guerra mondiale ma alcuni suoi cittadini, ancora legati al retaggio austriaco, entrarono nelle fila naziste mentre altri, la maggioranza, più progressisti, si unirono alle brigate partigiane in Francia e Italia.

Il Ducato però, di fatto, supportò gli Alleati, fornendo supporto economico e militare all'invasione dell'Italia meridionale e della Germania. Al termine della guerra il Duca Galeazzo III rifiutò ogni risarcimento in denaro. Winston Churchill, in segno di gratitudine, gli donò un castello in Inghilterra e le Isole Cayman e le Bermuda. Formalmente anche Gozo passò al Ducato, ma la sovranità venne sempre esercitata da Malta. La Germania risarcì il Ducato con l'isolotto di Helgoland, dato che il Duca rifiutò anche denaro dalla Germania per permettere la ricostruzione. La Francia, invece, accetta di cedere definitivamente i tre territori in garanzia come ringraziamento per l'aiuto milanese, che vide anche esponenti di punta della famiglia Visconti.

Milano aderì alla NATO fin dalla sua fondazione, seppur sino al 1970 era nello “Small States Compact”. Ciò portò alla messa al bando del Partito Nazionalista e Socialista dei Lavoratori Lombardi, stretti alleati della Volp Negra mantovana. Venne inoltre rimosso il tedesco come materia obbligatoria di studio.

Nel 1951 Galeazzo III muore, lasciando la guida dello Stato al figlio Francesco Giuseppe.

Riforme

Il 7 aprile 1955 il Duca Francesco Giuseppe concede gli Statuti Generali che mettono nero su bianco il funzionamento dello Stato, sancendo formalmente la fine del sistema feudale e obbligando l'ultimo baluardo feudale dello Stato, il Marchesato Sforzesco di Caravaggio, ad adottare un sistema democratico. Tale Statuto, inoltre, concede il diritto di voto alle donne. La riforma, inoltre, supera il colonialismo mettendo le basi per un governo autonomo per le colonie.

Fin dal 1957 Milano prende parte al cammino di integrazione europea, mirando però più a un libero scambio economico, ritenendo superflua la cessione di sovranità all'Europa mentre utile quella alla NATO. Nel 1958 il governo milanese iniziò a trattare con Cuba per il ritorno dell'Isola della Gioventù, ma l'avvento del governo comunista fa saltare tutto. L'isola viene, invece, aperta ad una base statunitense rafforzando i legami tra Milano e gli Stati Uniti. Ciò congela per qualche anno i rapporti tra URSS e Milano, solitamente buoni grazie all'amicizia milanese con Mantova, fortemente socialista.

Nel 1961 un accordo epocale con il Regno di Sardegna permise il voto alla provincia dell'Ossola, che votò per tornare sotto Milano. In cambio Milano siglò un accordo commerciale da circa 150 miliardi con Torino e costruì una linea ferroviaria rapida per collegare Torino all'aeroporto della Malpensa. A tale accordo si aggiunse un condominio per Novara, che divenne un territorio sotto la formale amministrazione di entrambi gli Stati: Al fine pratico i comuni a Ovest di Novara sono amministrati dal Piemonte, quelli ad Est dalla Lombardia e Novara è amministrata congiuntamente.

Nel 1973, considerando imminente la transizione democratica, il Senato di Milano ordina la fine della politica di spagnolità alle Baleari e promulga uno Statuto fortemente autonomista e che riconosce la parità linguistica al catalano e la necessità di un referendum per l'autodeterminazione. Nel 1977 le Baleari votano per restare con il Ducato di Milano, in un quadro di larghe autonomie.

Nel 1980 il Ducato vota sull'integrazione europea. Vince una linea di integrazione contraria all'unione. Lo Stato aderisce quindi al mercato unico, a Schengen e all'AELS, seguendo la via di Stati come il Liechtenstein.

Nel 1982 il Principe di Pavia Aurelio Ambrogio, imprenditore di successo, assume la reggenza, iniziando un periodo riformista che si concretizzerà in una generale riduzione del peso dello Stato nella vita pubblica e in un maggiore decentramento. Assumerà il Ducato nel 1988, alla morte del padre.

Nel 2004 il Popolo accetta in un referendum costituzionale di poter deporre il Duca, cambiare famiglia reale, instaurare il sistema repubblicano o secedere dallo Stato, con un'apposita procedura aggravata.

Il 29 maggio del 2009 Aurelio Ambrogio dà la reggenza al figlio Ludovico Aimone, Principe di Pavia.

Governi dal 1955

Nel 1954 il Duca insedia il primo governo autonomo, nell'ottica della promulgazione degli Statuti Generali: Guidato da Gino Cassinis resta in piedi fino al 1956.

Dal 1956 al 1958 Alfredo Pizzoni dell'UP guida un governo di coalizione tra centrodestra e i neonati Verdi e i Cristiani Democratici.

Dal 1958 al 1960 va al governo l'esponente del Partito Popolare - Autonomisti, progenitore del PPA, Guido Calderoli.

Dal 1960 al 1963 governa un giovane Pietro Bassetti, vicino all'UP, che passa il testimone fino al 1965 a Oscar Luigi Scalfaro, esponente degli Indipendenti novarese. Si dice che la scelta di un novarese sia stata dettata dalla volontà di consolidare la scelta unitaria dei novaresi al Ducato.

Dal 1965 al 1970 governa Giuseppe Guzzetti, esponente dell'UP. Dal 1970 al 1973 governa, con un accordo tra UP, CD e Socialisti, il socialista Carlo Tognoli.

Dal 1973 al 1980 il governo è esclusivamente di centrodestra ed è guidato da Giancarlo Pagliarini, esponente dell'UP.

Nel 1980 va al governo il democristiano Cesare Golfari, il primo nato fuori dal Ducato. Nel 1981 fino ai primi giorni dell'82 governa l'esponente del Partito Indipendente Giovanni Malagodi.

Nel marzo 1982 , sull'orma dei successi del liberalismo conservatore anglosassone, in principio evitato grazie alle idee mercatiste del Duca ereditario, la guida dell'UP viene affidata a Gianfranco Miglio, che la mantiene fino al 1989, assieme al governo che gli è dato. Dal 1989 al 1993 governa Bernardo Caprotti, del Partito Indipendente.

Alle elezioni del 1993 sorge una “strana alleanza” tra UP e Socialisti, guidata da Bettino Craxi. Nel 1997 il governo cade per alcuni scandali di corruzione: Craxi va volontariamente a vivere ad Hammamet, si dice in base ad un accordo per evitare l'accusa pubblica.

Per traghettare il Paese ad elezioni il Duca nomina un governo di saggi guidato da Umberto Veronesi. Nel 1998 il centrodestra, Verdi inclusi, torna al governo con Marco Formentini, UP, ex sindaco di Milano.

Nel 2000 si dimette per guidare il governo provinciale di Milano e torna, fino al 2002, Caprotti.

Dal 2002 al 2004 governa il centrodestra con Umberto Bossi (UP), sostituto dal 2004 al 2006 da Attilio Fontana (CD).

Dal 2006 al 2008 il centrodestra governa con il non affiliato liberale Carlo Scognamiglio, sostituito per il periodo 2008-2010 dall'esponente legato al PPA Maurizio Lupi.

Dal 2010 al 2011 UP e CD governano con il professor Marco Bassani, scelto su suggerimento del Duca per superare le divergenze sulla scelta del leader. Nel 2011 e fino al 2013 viene richiamato Pagliarini, che mantenne Bassani come vicepremier, per un governo tecnico col fine di affrontare la crisi europea dei debiti sovrani, che toccò Milano in quanto importante centro finanziario.

Finita la necessità di un governo tecnico viene sostituito, dal 2013 al 2014, da un accordo tra UP e Socialisti guidato dal segretario locale UP Paolo Grimoldi. La breve e inconcludente legislatura del 2015 vede un governo di transizione guidato dall'esponente provinciale del PPA Raffaele Cattaneo.

Dal 2016 al 2017 governa Roberto Maroni, scelto in quota UP, mentre nel 2018-2019 viene nominato l'indipendente Giancarlo Giorgetti come leader del governo.

A maggio 2019 Giorgetti passa il testimone a Roberto Maroni, con un governo di centrodestra che, però, successivamente perde l'appoggio del PPA a causa di uno scandalo di corruzione interno ad esso.

Organizzazione dello Stato

L'organizzazione dello Stato fu feudale fino alla fine del 1800. Questo feudalesimo, in pochi anni, divenne federalismo, seppur mai stabilito ufficialmente.

Il Ducato è infatti costituito da:

Ogni entità ha il suo potere esecutivo, rappresentato dal governo e, in caso, dal Conte/Principe/Marchese, legislativo, un Parlamento, e giudiziario, una Corte superiore e più corti distrettuali.

Comune a tutta la Federazione è la Corte Suprema, che analizza in ultima istanza tutti i casi, il Senato di Milano, decisore ultimo degli affari generali e il Governo del Ducato e che agisce in forma direttoriale per esercitare il potere esecutivo, alle dipendenze del formali Duca.

Eccetto che per il Principato di Pavia, assegnato all'Erede al Trono per permettergli di fare esperienza di governo, gli altri capi locali sono eletti direttamente o membri di altre famiglie comitali o marchesali.

Queste famiglie sono i Radeschi per Cremona, gli Sforza per Caravaggio, i Borromeo per il VCO, i Melzi-Borromeo per Lodi e i Pizznegher per Sondrio. Il Codominio di Novara è guidato dai Savoia a titolo formale.

Sondrio venne originariamente affidata ad una nobildonna d'Asburgo, sposata con un membro della famiglia Schwarzenberg. Con il crollo dell'Impero austriaco la famiglia prese il nome del marito. Durante il regime nazista il Conte Hans Schwarzenberg, fiero oppositore del regime hitleriano, decise di mutare il proprio nome in Giovanni Pizznegher, nome che rimase anche dopo la guerra.

Partiti politici

I principali partiti, rappresentati stabilmente in Parlamento, sono:

  • Unione Patriottica, liberista e conservatrice
  • Partito Indipendente, liberale e progressista
  • Partito Verde, liberale, europeista ed ecologista
  • Partito Popolare Autonomie, popolare e regionalista
  • Cristiani Democratici, democristiani
  • Partito Socialista “Filippo Turati”, socialista liberale e progressista
  • Partito del Lavoro, socialdemocratico e tradizionalista

L'Unione Patriottica, il Partito Indipendente, i Verdi e i Popolari Autonomisti formano una storica maggioranza di lunga durata, alternandosi nella carica di Presidente dell'Università. Alle volte il Partito Socialista Turati ha preso parte al governo

Partiti nazionali minori, tipicamente extraparlamentari o con numeri bassi che non permettono la formazione di un gruppo, sono:

  • Partito Nazionale, nazionalista, tradizionalista e corporativista
  • Partito Democratico Proletario, comunista internazionalista
  • Partito Comunista Unitario, comunista nazionalista e jucheista
  • i Repubblicani, liberali repubblicani
  • Pestom no! Partito libertario di Milano, libertari
  • A Riveder le Stelle, populista

Esistono anche vari partiti regionali, diffusi soprattutto nelle zone extramilanesi, come:

  • Partito del Leon, bergamasco e pro riunificazione al Veneto
  • Lega dei Bergamaschi, autonomista e popolare bergamasco
  • Partì dij Piemontèis, a favore della tutela dei piemontesi nel novarese
  • Fior Alpin, popolare e autonomista di Sondrio
  • Alleanza Pavia, socialdemocatico pavese
  • Principe e Sovranità, sovranista pavese
  • Interesse Lodigiano, autonomista identitario lodigiano
  • Gent Bosina, partito autonomista di Varese
  • Movimento Autonomia Brianza, movimento d'opinione autonomista brianzolo
  • Tiroler Volkspartei, partito autonomista, tirolesista e popolare della Val Venosta
  • Partii Autonomista Venostin de Unità Ducala, partito autonomista liberale della Val Venosta, pro monarchia
  • Linke - Sinistra Tirolese, partito socialdemocratico autonomista tirolese

Economia

L'economia del Ducato è fondata principalmente sul settore terziario, infatti ha implementato fin dal 1930 politiche economiche favorevoli per le imprese e per i capitali.

Settore importante è anche il secondario, che ha beneficiato dell'industrializzazione dei tempi austriaci e ancora è parte fondamentale dell'economia di territori come la bergamasca o il novarese.

Residuale, ma in crescita, l'agricoltura, intensiva ove esistente. Vari governi locali hanno infatti approvato normative di liberalizzazione che, pur danneggiando l'agricoltura tipica, hanno aumentato l'agricoltura nel suo complesso e il suo peso nello sviluppo.

Cultura e società

Fino agli anni '80 la società milanese, per quanto economicamente avanzata, era socialmente tradizionalista a causa del retaggio feudale. Con l'arrivo al governo di Aurelio Ambrogio la società ha iniziato ad assumere un atteggiamento più progressista, varando nel 1990 una legge che permette, seppur difficilmente, l'aborto, nel 1997 una legge che permette ai governi locali di legalizzare le droghe leggere e nel 2011 una legge per le unioni civili omosessuali. Resta tuttavia fortemente tradizionalista il Marchesato di Caravaggio, ove le novità politiche sono accolte con particolare reticenza.

La gran parte dei cittadini, seppur poco praticanti, aderisce alla Chiesa Cattolica che è riconosciuta come principale Religione dello Stato, senza essere formalmente religione di Stato. Nel 1935 la Chiesa Ambrosiana, grazie alla ferrea volontà del cardinale Ildefonso Schuster, ottiene una maggiore autonomia dottrinale, di rito e nella nomina dei vescovi.

L'italiano è parlato dal 90% della popolazione e dal 60% come madrelingua. Il lombardo è parlato dall'80% della popolazione e dal 40% come madrelingua. Lo Stato riconosce anche il walser parlato nella Viscontea di Novara e del VCO, il genovese parlato nella bassa pavese e il tedesco, standard e locale, del Silandro.

Formalmente i cittadini milanesi di etnia mantovana hanno il diritto di usare i servizi dello Stato in mantovano grazie ad una legge risalente al periodo transitorio tra l'indipendenza milanese e quella mantovana.

Simboli nazionali

La Bandiera Nazionale è la Croce di San Giorgio, riportata quasi sempre o con la biscia o con lo stemma visconteo, ma a volte usata singolarmente, mentre la bandiera di Stato è il classico Ducale.

Lo stemma ufficiale dello Stato rappresenta nel secondo e terzo quarto la biscia viscontea, nel primo lo Stemma imperiale e nel quarto lo stemma pavese. Ogni divisione amministrativa ha un proprio stemma autonomo che viene esposto sempre accanto a quello di Stato. Lo Stemma della Famiglia Visconti riporta, invece la bandiera di Milano e quella di Pavia per rimarcare come la famiglia sia Ducale di Milano e Principesca di Pavia.

Il Gonfalone ripercorre la vittoria congiunta lombarda della Battaglia di Legnano. L'Inno nazionale è basato sulla melodia di quello dell'Impero Austriaco.

Simboli locali

  • Provincia del Ducato: Croce di San Giorgio con Sant'Ambrogio
  • Principato di Pavia: Stemma nazionale con lo stemma pavese al posto di quello imperiale
  • Contado di Cremona: Partito con una biscia e una pala, simbolo dei Radetzky
  • Contado di Lodi: Partito tra lo stemma di Lodi e la Biscia
  • Contado di Sondrio: Partito tra lo stemma Schwarzenberg e la Biscia
  • Marchesato di Caravaggio: Biscia coronata dal Santuario di Caravaggio
  • Viscontea di Novara: Stemma dei Savoia cinto dalla Corona Ferrea

Gli altri adoperano il classico simbolo comunale.

Sicurezza e difesa

Sicurezza

La sicurezza è congiuntamente affare statale e autonomico. La Polizia Ducale, divisa in vari dipartimenti territoriali e non, risponde al governo centrale e si occupa di delitti seri, della protezione diplomatica e della protezione delle frontiere. Le polizie locali sono gestite dai governi locali e si occupano dell'ordine pubblico, dei reati bagatellari e minori e della sicurezza stradale. Le grandi città hanno dei propri corpi di sicurezza, come i ben noti Ghisa de Milan - Polizia Cittadina di Milano mentre i comuni più piccoli possono istituire corpi di Sorveglianti.

È prevista per le città la possibilità di convocare militi, denominati Volontari Civici, secondo specifici termini di legge e dietro pagamento di prestazione occasionale.

Difesa

L'esercito milanese, in collaborazione con la NATO, è fortemente professionale. Tuttavia tutti i cittadini dai 18 ai 55 anni sono ufficialmente membri della milizia e hanno il dovere, fino ai 45 anni, di addestrarsi periodicamente all'uso delle armi, che per questo motivo godono di ampia circolazione nel Ducato e, per esempio, per chi si addestra il porto di pistola viene concesso come atto amministrativo. Dato che più dell'80% dei cittadini si addestra periodicamente lo Stato non adotta leggi coercitive per obbligare all'addestramento, tuttavia è necessario seguirlo per accedere a sussidi di Stato o per avere il porto d'armi.

Esercito

L'Esercito Ducale è parte della NATO ed è così diviso:

  • Forze di Terra (15'000 effettivi, 5'000 riservisti)
  • Forze d'Acqua (5'000 effettivi, 1'000 riservisti)
  • Forze dell'Aria (4'000 effettivi)
  • Guardie di Frontiera (2'500 effettivi, 1'000 operatori civili)

Le armi milanesi sono principalmente di produzione europea, specie svizzere o nazionali. Aerei, blindati e carri armati sono in linea con gli standard NATO e di produzione di vari Paesi. Il numero di mezzi è ampiamente sovradimensionato per permettere l'impiego da parte della milizia in caso di necessità.

Le truppe sono tenute ad intervento immediato in caso di mobilitazione. Non esiste una giustizia militare separata da quella civile.

Milizia

La Milizia è divisa in tre tronconi:

  • Milizia Permanente, composta da circa 6'000 persone assunte permanentemente e 3'000 assunte per periodi variabili, si occupa di servizi sanitari, logistici e di movierato per l'Esercito, oltre che a compiti di Gendarmeria e Assistenza alle Forze Armate
  • Milizia Organizzata, composta dai militi al servizio delle Autonomie (Milizia Regionale), dei Comuni (Volontari Civici) o di particolari organizzazioni territoriali o non territoriali
  • Milizia Non Organizzata, composta da tutti i cittadini armati che si addestrano privatamente

La Milizia ha qualifiche divise in Ufficiali, Sottufficiali e Truppa. Di solito, i membri della MNO arrivano solamente ai gradi di truppa, i membri della MO a quelli di sottoufficiale e i membri della MP a quelli di ufficiali, ma esistono eccezioni, dovute ad esempio a buon comando o ad eroismo.

L'addestramento può avvenire sia con periodi di ferma, anche prolungati nel tempo (molte scuole fanno alcune ore a settimana di addestramento nell'ultimo anno di superiori che valgono come ferma trimestrale che riduce la necessità di addestramento), sia con addestramento meramente privato. Molti fanno la ferma trimestrale in modo privato per poter aver tempi più tranquilli specialmente tra i 18 ai 20 anni, dove si è considerati reclute che necessitano di addestramento trimestrale e dai 20 ai 25 ove sarebbe quadrimestrale.

La ferma trimestrale dilaziona la necessità di addestramento rendendola semestrale. Presso enti pubblici è possibile effettuare la ferma semetrale in servizio, stipendiata, che permette l'addestramento fino ai 35 anni una volta l'anno e di breve durata. Ogni anno la Milizia Permanente permette a un centinaio di giovani di entrare in servizio un anno nella milizia stipendiati, eliminando la necessità di addestramento fino ai 35 anni e quella delle prove di tiro fino ai 25.

Molti giovani usano l'addestramento per ottenere qualifiche utili per il lavoro e, in caso di convocazione, per poter essere stipendiati per ruoli di necessità in caso di chiamata volontaria, cosa che accade specialmente in caso di grandi eventi per l'ordine pubblico, in caso di sospensione di Schengen per i controlli doganali o in caso di grandi ingorghi per i servizi stradali. In tal caso le autorità convocano militi volontari pagandoli per l'assistenza.

La milizia organizzata dev'essere pronta alla mobilitazione in 12 ore mentre quella non organizzata in 24 ore. Si può mobilitare solo nel territorio statale.

Colonie

La Comunità Milanese dal 1975 ha sostituito le Colonie Milanesi. Gli Stati che la compongono sono autonomi e delegano alla Comunità, cioè a Milano, solo politiche estere e relativi ai diritti umani.

Appartengono alla Comunità:

Nel 1977 il Guatemala, ormai fortemente danneggiato e in mano all'incertezza della guerra civile, chiede alla Comunità di aderire. L'adesione viene concessa e pertanto il Guatemala è l'unico Stato della comunità ad ordinamento repubblicano, seppur delegante la propria politica estera alla Comunità. Anche la Rhodesia aderì alla Comunità, alle medesime condizioni, dal 1977 al 1985, per riuscire a resistere al boicottaggio inglese dovuto alla segregazione e alla dichiarazione d'indipendenza. Rinunciò all'appartenenza alla comunità, pur mantenendo un trattato di amicizia molto stretto, a boicottaggio finito, per poi rientrare nel 1995 come “Stato associato”.

Helgoland, invece, non è parte della Comunità ed è sotto la diretta sovranità del Duca. Tuttavia la gran parte delle politiche comunitarie valgono anche per l'isolotto, la cui difesa è delegata alla NATO. Saint-Martin è, invece, un comune a tutti gli effetti del Ducato di Milano continentale e vota per i 100 seggi nazionali mentre non ha rappresentanza locale poiché ha una maggiore autonomia.

L'Isola della Gioventù è, legalmente parlando, parte del territorio cubano sotto amministrazione milanese, pertanto non aderisce formalmente alla Comunità, ma il Landamano, ossia il governatore milanese, è tenuto ad applicarne i principi generali e partecipa alle riunioni.

ducato_di_milano.txt · Ultima modifica: 2021/02/06 20:23 da sciking