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Il Regno di Sardegna è una monarchia costituzionale insulare e alpina. Dal 1983 è retta da Sua Maestà Re Amedeo di Savoia.

Storia

Ad un anno dalla promulgazione dello Statuto Albertino (1848) seguita alla Fusione Perfetta (1847) degli Stati di Terraferma con l'isola di Sardegna Re Carlo Alberto moriva in cattolica osservanza presso il Palazzo Regio di Cagliari, dove si era ritirato in malattia e per contrasto ai malumori suscitati da diversi autonomisti sardi per l'unione alla terraferma e alle riforme liberali, legandosi con la cittadinanza locale.

Gli succedeva il figlio col nome di Vittorio Emanuele II, che scelse di mantenere ancora diversamente dal resto d'Europa le istituzioni liberali ottriate dal genitore. Per celebrare il Padre e il suo sogno di unione fraterna, di “una sola famiglia” tra sardo-piemontesi, la Corte venne spostata formalmente nella capitale sarda Cagliari, sebbene Torino, comunque capitale della Provincia di Piemonte quanto Chambery della Savoia, rimase storicamente fondamentale alla vita del Regno.

In questo periodo il Regno prova a conquistare l'Italia meridionale col fine di divenire potenza italiana egemone, ma fallisce.

Per questo motivo, inesistente più la carica di Vicerè di Sardegna dalla Fusione Perfetta, Vittorio Emanuele II decise di donare al chirurgo del padre, Don Antioco Fontana, già Capo Giurato della Città Regia di Iglesias, il titolo di Duca di Cagliari e Conte di Iglesias per il governo metropolitano della Capitale, che poi si trasmise al figlio Luigi, in seguito Ministro della Salute Pubblica del Regno nella fondamentale guerra di bonifica contro la malaria nell'isola e così ereditariamente.

Nel 1878 spirava anche Vittorio Emanuele II per succedergli Umberto IV. Alla vigilia del 1900 però il nuovo Re inciampò durante una visita cittadina morendo sul colpo.

Il vuoto lasciato dal Re Buono, ricordato in visita ai malati di malaria nell'oristanese, durante il quale regno venne emanato anche il Codice Zanardelli e dalle conquiste coloniali (assoggettazione della Libia come fantoccio in “co-sovranità, fasulla, con la Real Casa al-Senussi) fu colmato però dall'istituzionalità­ del nuovo Re, un giovane Vittorio Emanuele III: così si apriva il 1900.

Nel 1902 il suffragio venne esteso universalmente a tutti gli uomini.

Durante la Grande Guerra la Sardegna si proclamò dapprima neutrale. In seguito agli “Accordi di Plombieres” però, segreti, si schierò a difesa dello scacchiere navale e continentale francese vicino ai Domini Sabaudi ma anche sulla Marna e sul Reno, contribuendo in maniera decisiva sul fronte continentale con la Invitta III Armata al comando del Duca d'Aosta con la Vittoria finale del 4 Novembre 1918.

Per questo, durante la Conferenza di Parigi del 1919 all'espansione francese il Governo di Parigi si impegnò per il principio dei compensi a cedere la Corsica al Re Vittorio Emanuele III, che la aggiunse ai dominii della Corona Sabauda.

Nel 1922 il suffragio venne esteso anche alle donne.

Sempre ligio allo Statuto Albertino e ostile alla retorica fascista e filo-nazista, per il Re ancora filo-tedesca, il Sovrano si spense a Cagliari nel 1938. Alla vigilia del Secondo Conflitto Mondiale veniva acclamato dal balcone del Palazzo Regio il Principe del Piemonte Umberto, ora Re Umberto V, visto come Vittorio Emanuele II continuatore della difesa della democrazia liberale contro gli autoritarismo dispotici.

Questi infatti si impegnò a seguire fedelmente le orme del Padre operando sinergicamente col Governo Badoglio che già aveva servito il genitore per combattere le ingerenze fasciste e filo-spagnole della Sicilia, col supporto degli alleati anglo-americani e francesi.

Nella Savoia, tuttavia, vicino alla Francia sotto dominio nazista, si sviluppa un movimento fascista che per alcuni mesi riesce, supportato dalla Germania, a mantenere il governo del territorio. Una legione volontaria di liberali e socialisti di tutta Italia riesce a cacciare i nazisti e a processare tutti i gerarchi del breve stato fascista. Passando dalla Svizzera i fascisti provano a prendere l'Ossola, ma vengono fermati da una sollevazione popolare locale supportata da uomini del Ducato di Milano e da volontari social-liberali del Canavese, dipendenti dell'Olivetti.

Ma non ottennero niente alla Conferenza di Pace, lasciata in lacrime dal Primo Ministro. È quella che molti chiameranno “vittoria mutilata”, ad alimento del sentimento di rivalsa sarda negli anni a seguire.

In questo periodo la Sardegna rinuncia anche, come le altre potenze mondiali, alle sue colonie. La Libia rimane territorio metropolitano , mentre l'Africa Orientale Sarda (AOS), conquistata tra la morte di Vittorio Emanuele III e i primi anni di regno di Umberto V, finisce in amministrazione fiduciaria con mandato da parte dell'ONU, per poi essere definitivamente abbandonata.

Nel 1950 si apre poi la crisi dinastica. Sono anni difficili per il Paese. Il Principe Ereditario Vittorio Emanuele sposa dopo un lungo travagliato fidanzamento, a Los Angeles, Maria Doria, senza Regio Assenso. In tutta risposta Re Umberto V decreta l'esclusione del figlio e dei suoi successori dalla linea di sangue revocando loro ogni titolo o pretesa dinastica.

Il figlio reagisce autoproclamandosi Re Vittorio Emanuele IV, ma viene arrestato dai Reali Carabinieri per Lesà Maestà e andrà in esilio.

Così l'ammiraglio già comandante della Regia Marina, Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta, diventa primo in linea di successione al Trono, delineando il cambio storico dalla linea principale dei Savoia al ramo Savoia-Aosta. Il titolo di Principe di Piemonte verrà assegnato da Umberto V al nipote Aimone, Duca degli Abruzzi, a suggellare l'avvenuto cambio dinastico.

Ritornata la stabilità, il Regno torna ad essere un luogo prospero e sereno con numerose riforme tra cui la liberalizzazione delle droghe leggere (1968) e la successione dinastica femminile posteriore (1960, che ha permesso la non estinzione del titolo ducale di Genova), integratosi nel tempo al mercato unico europeo (1957) e nell'EFTA (1960) sebbene distante dalle proposte politiche unionistiche ed atlantistiche a favore di un più marcato sentimento comunitario nazionale ancora unito nel sangue alle delusioni di guerra che lo alimentano e ne alimentano le politiche governative.

Nel 1961 Vittorio Emanuele muore in esilio senza titoli e diritti, il Re parteciperà al funerale e avrà modo di ricongiungersi col giovane Emanuele Filiberto, suo nipote. Decidendo di riammetterlo all'interno della Famiglia Reale, pur negandogli la successione, Umberto V gli concede di guidare il territorio sabaudo novarese ceduto in condominio col Ducato di Milano, donandogli il titolo di Visconte di Novara e il rango di Altezza Reale per lui ed i successori, creando di fatto quello che sarebbe stato nel futuro il nuovo ramo cadetto Savoia-Novara, con uno storico e complesso cambio di guida dinastica all'interno di Casa Savoia.

Nel 1975 la Libia tende sempre piu verso un'alleanza di lungo termine che le permetterà di accedere al mercato europeo in cambio di prezzi di favore per il Regno di Sardegna. Nel 1980 i militari libici rovesciano la monarchia ma mantengono tale status.

Nel 1983 all'interno delle stanze arcivescovili dell'Arcicattedrale di Cagliari muore Umberto V. Un vecchio Duca di Cagliari Sardus Fontana, Comandante Militare della Sardegna che aveva servito in entrambe le guerre, intona un Te Deum, seguito subito dai presenti. Gli succede dunque Amedeo di Savoia Re come Amedeo X.

Nel 1990 il Popolo libico arriva alla rivoluzione e rovescia il regime militare chiedendo supporto al Re di Sardegna di riportare la pace, la stabilità e la serenità. Amedeo nomina quindi suo figlio Aimone Reggente di Libia e, dopo un periodo transizionale di 5 anni, questi nomina alla guida del neonato Regno di Libia la vecchia Casa Reale dei Senussi.

Storia Simulata

Nei primi decenni del 2000 la Sardegna stipula un'alleanza militare mediterranea col vicino Regno di Spagna e mettere sulla carta anche le importanti relazioni strategico-militari col Regno Unito, dopo che questi aveva fatto un gran passo verso Cagliari quando la Regina Elisabetta II aveva accettato la richiesta della Duchessa di Genova Maria Isabella di Savoia di ripagare i diritti, ammontanti a diverse centinaia di milioni, sullo stemma genovese della Croce di San Giorgio.

Verso il 2020 però le aspirazioni del Regno non sono ancora colmate ed il Primo Ministro Meloni, primo premier femmina della storia sarda, fa partecipare il Regno alle più massicce manovre militari in Penisola dal dopoguerra in poi, ottenendo dapprima l'Isola del Giglio e Porto Ercole e poi l'Isola di Ponza.

Da quest'ultima operazione è scaturita poi una vera e propria guerra nel Sud Italia, portando la Sardegna alla conquista dell'intera Campania, persa poi con un referendum sullo stato dell'unione su cui ancora giacciono molti dubbi e molti sospetti, alimentando la posizione reazionaria della politica sabauda. Ad ogni modo, durante quel referendum la Corona è riuscita a preservare il dominio sul piccolo Ducato di Amalfi.

Le turbolenze nel Sud Italia continuano, quando il Direttorio di Napoli entra in armi in territorio pontificio per defraudare Papa Onorio V. La Sardegna di dichiara formalmente neutrale ma, tramite gli aiuti umanitari della Croce Rossa Militare, fa evacuare gran parte della Curia Cardinalizia a Cagliari, incluso il Cardinal Camerlengo. Successivamente sarà dato asilo, politico, ad Oristano, anche al Papa, fuggitivo, facendo guadagnare ad Amedeo X il titolo di “Defensor Fidei”.

Organizzazione dello Stato

Organi dello Stato

  • Corona
  • Consiglio Privato della Corona
  • Governo di Sua Maestà (doppia fiducia alla Corona e al Parlamento)
  • Parlamento del Regno (bicameralismo perfetto)
    • Senato del Regno (nomina regia)
    • Camera dei Deputati (sistema elettorale misto)
  • Regia Corte Costituzionale (Presieduto dalla Corona, con veto, ed 1/3 nomina regia, 1/3 nomina parlamentare, 1/3 alte magistrature)
  • Alte Magistrature del Regno
    • Suprema Corte di Cassazione
    • Regia Corte dei Conti
    • Consiglio di Stato
  • Stato Maggiore delle Regie Forze Armate
    • Reali Carabinieri
    • Regio Esercito
    • Regia Marina
    • Regia Aeronautica
  • Comandi Generali delle Regie Forze dell'Ordine
    • Regia Guardia Forestale
    • Regia Guardia di Finanza
    • Regia Guardia di Frontiera
    • Regio Corpo della Polizia

Suddivisione Amministrativa

Dalla Fusione Perfetta (1847) e l'abolizione delle antiche entità feduali (Contea di Nizza, Ducato di Savoia, Principato di Piemonte, Regno di Sardegna) riunite come stati distinti in Unione della Corona, si succedettero varie riforme sulla suddivisione di quello che fu ormai lo Stato Unitario, privo di un'organico decentramento amministrativo. Nel 1960 però, il Decreto Einaudi colmava il tassello con la seguente suddivisione ancora in vigore:

  1. Divisione della Savoia
  • Provincia di Chambery
  • Provincia di Nizza
  1. Divisione di Piemonte
  • Provincia di Torino
  • Provincia di Aosta
  • Provincia di Cuneo
  • Provincia di Novara (in co-sovranità col Ducato di Milano)
  • Provincia di Alessandria
  1. Divisione del Genovese
  • Provincia di Genova
  • Provincia di Imperia
  1. Divisione di Sardegna e Corsica
  • Provincia di Cagliari
  • Provincia di Tempio Pausania
  • Provincia di Arborea
  • Provincia di Aleria
  1. Divisione della Penisola
  • Provincia di Amalfi
  • Piccola Provincia di Ponza
  • Piccola Provincia del Giglio
  • Piccola Provincia di Sabaudia

In tutto ciò, i titoli nobiliari feudali (es. Conte di Nizza, Duca di Amalfi) rimangono in auge solo a livello formale e distinguendosi in appannaggio del Sovrano (es. Re di Sardegna e Duca di Savoia) e della Corona (es. Principe di Piemonte per l'Erede al Trono, Duca di Genova per il ramo Savoia-Genova), e personali (es. Duca di Cagliari, Conte di Iglesias).

Economia e Commercio

  • PIL: 1.300.000 milioni di dollari (USD)
  • PIL Pro Capite: 38.952,98 dollari (USD)
  • Popolazione: 31.611.241 di abitanti
  • Moneta: Euro, EE (commerci esteri); Lira Sarda, detta anche Sabauda, LS = (commerci interni)
  • Crescita: +1%

Note Dinastiche

Successione al Trono di Sardegna

Tavole Genealogiche dei Rami Principali

regno_di_sardegna.txt · Ultima modifica: 2020/03/31 01:41 da pfontana